Escursione lungo il percorso della colata lavica del 1669 nella Catania del XVII secolo

Nell’ambito dell’attività eruttiva storica dell’Etna, l’eruzione del 1669 è considerata un evento estremo, tale da modificare radicalmente il comportamento e lo stile eruttivo del vulcano nei secoli successivi. Dal punto di vista storico questa eruzione ha rappresentato il momento di rottura dell’equilibrio tra l’antica città di Catania, fondata dai coloni Calcidesi tra il 729 e il 728 a.C., e il suo territorio rurale. Infatti, a partire dal Basso Medioevo, periodo in cui si incominciò a strutturare il reticolo urbano con lo sviluppo dei numerosi centri abitati del versante orientale dell’Etna, l’eruzione del 1669 rappresenta l’evento che ha causato il maggior numero di danni alle aree coltivate e al tessuto urbano nella regione etnea (Fig. 1). Durata ben quattro mesi, e caratterizzata da attività sia esplosiva che effusiva, questa grande eruzione laterale è stata in grado di raggiungere Catania ed il mare, spostando la linea di costa di oltre 800 metri.

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Fig. 1. Rappresentazione dell’eruzione del 1669. Anonimo, circa 1687, Bibliothèque Nationale de France.

 

L’escursione avrà come oggetto la visita dei luoghi della antica città di Catania raggiunti dalla colata lavica a partire dalla metà del mese di aprile del 1669 attraverso una rivisitazione fra vulcanologia e storia. Infatti, il 16 aprile la colata lavica si addossò, per la prima volta, al tratto della cortina difensiva compresa tra i bastioni degli Infetti e del Tindaro che cedette il 30 aprile. Quel tragico giorno la colata entrò in città, avanzando lentamente verso il monastero cinquecentesco dei Benedettini di San Nicolò l’Arena (sede della quarta Conferenza A. Rittmann) che fu raggiunto dalle lave fra il 1 e il 5 maggio. Durante il mese di maggio i flussi lavici continuavano ad accumularsi lungo il settore meridionale della cortina difensiva detta “sotto al Castello”. In questa zona il 16 maggio, presso il baluardo di San Giorgio, la colata superò le mura e iniziò a riversarsi dentro il fossato del Castello Ursino, edificato a partire dal 1239 per volontà dell’imperatore Federico II di Svevia. In questo settore della città, la colata lavica seppellì i cosiddetti “36 Canali”, una fonte in cui le acque dell’Amenano erano state convogliate per uso pubblico in 36 condotte. L’eruzione si concluse l’11 luglio 1669 riscrivendo la storia del territorio della città di Catania e rappresentando un evento estremo nella storia eruttiva dell’Etna per quanto riguarda gli aspetti vulcanologici, l’impatto sulla popolazione e sul tessuto urbano.

L’escursione avrà inizio con un seminario introduttivo del Dr. Stefano Branca dal titolo “La grande eruzione del 1669 dell’Etna tra vulcanologia e storia”. Seguirà la visita dei luoghi dell’antico monastero dei Benedettini raggiunti dalla colata lavica per poi proseguire a piedi al Bastione degli Infetti per osservare le caratteristiche architettoniche della cortina difensiva di Catania. In questa zona della città è presente nel sottosuolo una cava realizzata nel XVIII secolo per l’estrazione della cosiddetta “ghiara” cioè del livello di suolo cotto dal passaggio della colata. Lo sfruttamento di questo materiale, che costituiva un ottimo isolante e permetteva una buona amalgama per gli intonaci di rivestimento, venne intensamente usato in edilizia durante la ricostruzione post-terremoto del 1693 fornendo il caratteristico colore rosella tipico di molti edifici rurali ed urbani del XVIII secolo. In seguito, nel 1938, tale cava ormai da tempo in stato di abbandono fu adibita a rifugio antiaereo. La visita di questo luogo permetterà di osservare in un ristretto spazio sotterraneo l’intreccio di tre storie cruciali per la città: l’eruzione del 1669, la ricostruzione successiva al terremoto del 1693 e gli effetti della Seconda guerra mondiale. Dopo la visita alla cava si proseguirà a piedi lungo in centro storico per raggiungere il luogo del pranzo nei pressi del Castello Ursino. Nel pomeriggio sarà visitato il pozzo di Gammazita dove è possibile osservare l’intero spessore della colata che invase il settore meridionale della città dove erano localizzate numerose fonti pubbliche, fra cui quella denominata Gammazita. Tale fonte, sepolta da oltre 14 metri di lava, fu riportata alla luce durante la prima metà del XVIII attraverso lo scavo di un pozzo verticale (Fig. 2).

 

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Fig. 2. Il pozzo di Gammazita nel disegno di Louis Jean Desprez in Jean Claude Richard De Saint-Non Voyage pittoresque ou description des royaumes de Naples et de Sicile 1781-1786

 

Infine, l’escursione si concluderà con la visita del castello Ursino dove sarà possibile osservare i radicali cambiamenti morfologici causati dalla colata lavica che nel mese di giugno del 1669 superò in altezza per oltre 7 metri la cortina difensiva tracimando all’interno del fossato addossandosi alle potenti mura della fortezza federiciana e annullando per sempre il suo rapporto con il mare ormai distante centinaia di metri.

  • Orario di inizio dell’escursione: ore 9:00
  • Orario stimato per la conclusione dell’escursione: ore 16:00
  • Field Leaders: Dr. Stefano Branca (INGV-OE); Prof. Marco Viccaro (UNICT)
  • Costo escursione: 36 €, includente ingressi/visite guidate con il supporto dell’Associazione Officine Culturali e pranzo tipico siciliano (a scelta carne o pesce) presso ‘A putia dell’Ostello’. http://www.agorahostel.com/
  • Per iscriversi all'escursione è necessario inviare l'adesione a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. Il pagamento della quota di iscrizione avverrà al momento del check-in alla Conferenza, presso la Segreteria presente sul posto.

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